
|
Attività di tutela della denominazione
"Grana Padano"
Dal 1996 il Grana Padano è un formaggio a Denominazione di Origine Protetta (DOP). Come tale, per legge (Reg. Ce 2081/92 e Reg. Ce 1107/96), deve essere conforme ai requisiti previsti dal Disciplinare di produzione, un documento stilato per ogni prodotto a "denominazione di origine" dal rispettivo Consorzio di tutela, in cui sono codificate le procedure da seguire nel processo di trasformazione, in questo caso del latte in Grana Padano, e le caratteristiche che deve avere il prodotto. Obiettivo primario è offrire al consumatore un prodotto carico di storia, di tradizione, ma soprattutto di alta qualità, firmata e certificata.
Per garantire che ogni produttore rispetti le regole fissate dal disciplinare del Grana Padano e che il formaggio corrisponda allo standard previsto, vengono attuati dei controlli (Piano dei controlli) dalla stalla fino al punto vendita, sia da parte di un organismo autorizzato, preposto a questo compito (ai sensi dell'ari. 53 della L. 128/98), al quale si deve anche la "certificazione" della DOP "Grana Padano", sia ad opera del Consorzio per la tutela del Formaggio Grana Padano che, tra l'altro, si incarica di marchiare a fuoco il formaggio corrispondente ai requisiti richiesti.
II Consorzio per la tutela del Formaggio Grana Padano ha ampia facoltà di controllo e di vigilanza presso i produttori, gli stagionatori, i confezionatori e i punti vendita, per assicurare in ogni momento che tutte le operazioni siano corrette e non compromettano l'autenticità e la genuinità del prodotto DOP. I controlli finalizzati a questo scopo vengono effettuati a sorpresa e, di fronte a fatti gravi, possono essere coinvolti l'Ufficio Repressione Frodi e i Nuclei Antisofisticazione. |
 |
|
|
|