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Verifiche e analisi alla stalla
Gli allevamenti bovini che producono latte destinato a diventare Grana Padano rientrano nel comprensorio di produzione - i cui confini sono stabiliti dal D.P.R. del 30 Ottobre 1955 integrato dal Decreto 1 Settembre '99 -, che comprende 27 province: Alessandria, Asti, Cuneo, Novara, Torino, Vercelli, Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Mantova a sinistra del Po, Milano, Pavia, Sondrio, Varese, Trento, Padova, Rovigo, Treviso, Venezia, Verona, Vicenza, Bologna a destra del fiume Reno, Ferrara, Forlì, Piacenza e Ravenna, più il territorio amministrativo dei comuni di Anterivo, Lauregno, Proves, Senale-San Felice e Trodena, della provincia autonoma di Bolzano.
Ogni allevatore deve garantire che il latte sia adatto ad essere trasformato in Grana Padano e presenta al caseifìcio un'autocertifìcazione che attesta il numero di bovini da latte presenti in stalla, le produzioni totali, annue e unitarie, l'esclusione dalla razione alimentare degli alimenti vietati, il rispetto dei requisiti igienico-sanitari (ai sensi del DPR 14 Gennaio 1997, n° 54) e le modalità di stoccaggio del latte.
A questo punto è compito del Consorzio per la tutela del Formaggio Grana Padano e dell'Ente Certificatore verifìcare a propria volta nelle stalle la reale corrispondenza dei dati dichiarati dall'allevatore e accertare che gli allevamenti rispettino le norme igienico-sanitarie stabilite per produrre latte di qualità, che nell'alimentazione dei bovini non rientrino prodotti vietati e che il latte stoccato venga conservato a giusta temperatura, soprattutto quando la raccolta viene effettuata una sola volta al giorno. |